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Cavit, il fatturato cresce del 29% grazie alla differenziazione di prodotto e di canale
Risultato frutto anche del consolidamento delle acquisizioni effettuate di recente. Incrementate in maniera sensibile le vendite nel canale GDO, che è stato il principale driver di crescita
Il Gruppo è oggi composto dal Consorzio Cavit (cui fa capo un esercito di 5.250 viticoltori associati) ma poi dalle cantine Cesarini Sforza, Casa Girelli, Glv (quest’ultima all’80%) e dalla cantina tedesca Kessler Sekt (controllata al 50,1%)
«Nel difficile contesto della crisi da Covid 19 – spiegano alla Cavit – il Gruppo ha potuto contare sulla consolidata diversificazione del portafoglio prodotti, dei canali distributivi e dei mercati esteri. Ma si sono anche evidenziati contesti eccezionali che suggeriscono cautela per gli anni a venire».
Sia in Italia che all’estero Cavit ha incrementato in maniera sensibile le vendite nel canale Gdo, che è stato il principale driver di crescita del fatturato, grazie all’aumento dei consumi in casa generato dagli stili di vita adottati durante i periodi di lockdown e di smart working diffuso. Cavit ha così consolidato la propria posizione come brand di riferimento per l’offerta di vini Trentini, con ottimi risultati in particolare per il Müller Thurgau. E la ripartenza – come qualcuno aveva presagito durante i difficili mesi del lockdown – sta ora premiando in particolare il segmento degli spumanti.
Con ottimi risultati riportati da Cavit con le proprie etichette premium che sono rimbalzate in maniera robusta con la riapertura di bar e ristoranti: la linea metodo classico Altemasi Trento Doc ha messo a segno una crescita del 27%. Allo stesso modo i metodo classico dell’etichetta Cesarini Sforza hanno raggiunto un fatturato di 5,7 milioni di euro (+30%). E molto bene sono anche le esportazioni che coprono il 75% del giro d’affari di Cavit. In prima fila Stati Uniti e Canada (cresciuti del 25%), Risultati molto positivi anche negli altri mercati di Belgio, Olanda, Svezia, Danimarca, Germania, Repubblica Ceca, Svizzera, Austria e Russia.Difficoltà si sono riscontrate solo in Cina e Regno Unito. Nel primo caso per le forti restrizioni alla circolazione delle persone nel secondo per la Brexit che ha causato una forte contrazione della domanda e difficoltà nella logistica e nei trasporti.
«Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti – ha spiegato il presidente (confermato) di Cavit, Lorenzo Libera – che, seppure in un contesto complesso e difficile, hanno garantito anche quest’anno buone remunerazioni dei vini conferiti dai Soci viticoltori. Il nostro modello cooperativo, in questo momento più che mai prezioso, ha la missione di sostenere le Cantine sociali di 1° grado e i viticoltori ad esse collegati a prescindere dalla situazione contingente».
«La strategia di forte diversificazione di prodotti, canali e Paesi di esportazione implementata in questi anni – ha aggiunto il direttore generale di Cavit Enrico Zanoni – insieme alle acquisizioni compiute con un preciso obiettivo strategico, hanno reso il Gruppo una struttura organizzata e diversificata, capace di cogliere le opportunità del mercato, di difendere le posizioni raggiunte e continuare a generare valore per i propri associati in modo sostenibile».